Venerdì, ottobre 10. 2005Mi presento: sono il fazendero. Io conduco e voi seguite.E chi cazz' è chist'? Domanda lecita, risposta cortese. Il fazendero (cioè io) è - come il nome suggerisce - il proprietario della fazenda. Fazenda, per chi non lo sapesse, è il nome che in Brasile (tera de samba e de pobeiro) viene dato alle tenute agricole, alle fattorie, per intenderci. Il fazendero è quindi quello che gestisce e supervisiona il lavoro degli altri villani. La vita di fazenda è molto dura: ci si sveglia all'alba e si va a letto al tramonto dopo una giornata trascorsa a mungere vacche (in senso letterale, capiamoci), arare campi, dar da mangiare alle galline, tagliar legna, ecc. ecc. Ma perché - direte voi - un cambiamento così radicale: da accademici con la puzza sotto il naso a miserrimi villani? Intanto moderate i termini. Il villano è onesto e lavora sodo. Ma il villano è volgare ed ignorante, noi no! Ah davvero? Allora andate a scrivere sull'Accademia. L'umiltà è la virtù che eleva il villano sopra noi. E noi vogliamo diventare come lui, rivolgendo il disprezzo contro quei noi stessi che hanno assassinato l'Accademia. Per poter dire fieramente che quei noi non esistono più. Il punto è: eravamo veramente accademici? O siamo sempre stati in realtà dei villanzoni che si rifugiavano sotto un titolo altisonante? Ecco dunque che la fazenda è l'occasione che ci viene data per rinascere a nuova vita, non per abbandonare ma per ritrovare il titolo di accademici andato perduto. Chi di voi sente di poter affrontare questa nuova vita bucolica può sottoscrivere il contratto riportato qui di seguito, che il fazendero propone a chiunque voglia entrare nella fazenda. Contratto del villano |